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Pensiero

Premessa

Radici

Yoga Integrale e tradizioni di natura

Yoga Integrale

Yoga sciamanico

Yoga tantrico

Satipatthana

Pensiero

Premessa

Tutto quello che viene comunicato e proposto attraverso questo sito parte dalla premessa che ogni essere è unico nella sua diversità e molteplice nel suo essere, e che la possibilità di conoscersi e sperimentarsi come tale è un bene al quale tutti hanno diritto.

Percepire se stessi e la realtà in modo libero, spontaneo e naturale, al di là dei valori comuni e oggettivamente condivisi, significa ritrovare quella condizione dell'essere nella quale ci si sente a casa, a proprio agio, perfettamente in sintonia con se stessi.

Sperimentare questa condizione attraverso l’esperienza diretta è l’unico modo sicuro ed efficace.

Lo scopo di questa esperienza - l'esperienza diretta di sé, è quello di sviluppare una percezione libera, autonoma, non più filtrata e condizionata dall'idea di dover cambiare, migliorare o guarire per essere felici. Essa conduce piuttosto alla nostra natura più profonda, essenzialmente libera e felice in sé.

Si tratta dunque di un atto di amore nei confronti della molteplicità dell'essere e della sua unicità.

Radici

Il pensiero che sta alla base di questo sito e delle attività proposte fonda le sue radici nel metodo simboloimmaginale di nonterapia®, metodo che a sua volta trova nelle tradizioni e filosofie di natura e nello Yoga Integrale di Sri Aurobindo e Mère una fonte di ispirazione inesauribile.

Abituati a considerare la realtà concreta e oggettiva come unica realtà, abbiamo dimenticato che l'esperienza immaginativa e soggettiva è uno strumento fondamentale per l'equilibrio psico-fisico, l'integralità e il piacere del nostro essere.

Il metodo simboloimmaginale si serve perciò di parole e immagini dalla forza evocativa, le quali non chiedono di essere credute, capite o analizzate, ma semplicemente udite e visualizzate in una condizione di pace, in totale assenza di sforzo.
Esso ci permette, attraverso l’esperienza diretta – fisica e immaginativa, di ritrovare quell’innocenza percettiva, quella percezione pura e selvaggia, quella sensibilità non filtrata dai valori comuni e oggettivi, valori utili alle società-mercato dell’impero economico.
Liberi dal vincolo profondo di dover percepire i nostri limiti, le nostre sofferenze, paure e disagi come difetti da migliorare o malattie da curare, realizziamo che questa parte di noi tanto temuta e repressa (l'altra metà della psiche), in fondo tanto oscura non è, anzi, come ci insegna il grande maestro tantrico cashmiriano Abhinavagupta, dobbiamo liberarci dall’idea che ciò che è luminoso tale invece non sia.
Il corpo e la realtà divengono così poesia, simboli, forze, entità, presenze, démoni e déi, diventano spiriti che popolano il nostro universo interiore. Se possiamo vivere e integrare queste parti di noi nel nostro essere, con amore, piacere e consapevolezza, allora l'altra metà della psiche, l'altra metà dell'universo, può riassumere la sua funzione originale, tale potenza creatrice e forza vitale.

Il nostro Sé e il nostro sentire, non più separati da un'idea, sono la stessa cosa.

Yoga Integrale e tradizioni di natura

Qualche riga per indrodurre lo Yoga Intégrale (Purna-yoga) e le tradizioni di natura alle quali si ispira il metodo simboloimmaginale di nonterapia.

Yoga Integrale (Purna-yoga)

Il Purna-yoga o Yoga Integrale, lo yoga di Sri Aurobindo e Mère, è l’essenza di tutti gli yoga, poiché di essi è una sintesi e un completamento verso le mete più alte e più naturali dell’evoluzione del Divino nella Natura.

Nel gioco dell’universo (Lila) l’individuo è apparentemente separato dal suo vero Sé e dalla sua propria origine e universalità. Il Divino, che è ovunque e in ogni cosa, scopre e gusta se stesso in tutte le forme che la Natura assume, grazie all’esperienza dell’essere cosciente che si risveglia e si riconosce in ogni cosa che esiste, dentro e fuori di sé.

Questo yoga, lungi dall’invitarci alla fuga dal mondo in una qualsiasi forma di ascetismo o di realizzazione individuale, ci conduce ad una trasformazione completa dell’essere (fisico, emotivo e mentale). Risvegliando l’essere psichico (o anima) che dimora nelle profondità del nostro cuore, l’apertura constante all’influsso del Divino è in noi cosa sicura, e il suo fine, il compimento dell’unione tra Cielo e Terra, tra Signore della Natura (Purusha) e Natura (Prakriti), tra Divino e Umano, è realizzato qui, in questo corpo, in questa vita. In questa unione si cela il segreto della creazione degli universi: la gioia.

"Il supremo insegnamento dello Yoga Integrale è il segreto eterno dei Veda nel cuore di ogni essere pensante e vivente. Il loto della conoscenza eterna e della perfezione eterna è una gemma chiusa e ripiegata dentro di noi. Si apre rapidamente o gradualmente, petalo dopo petalo, attraverso realizzazioni successive, una volta che la mente dell'uomo comincia a volgersi verso l'Eterno, una volta che il suo cuore, non più compresso e relegato dall'attaccamento alle apparenze finite, si innamora, a qualsiasi grado, dell'Infinito. Tutta la vita, tutto il pensiero, tutta l'infusione di energia alle facoltà, tutte le esperienze passive o attive, divengono da allora in poi altrettante scosse che disintegrano i rivestimenti dell'anima e rimuovono gli ostacoli all'inevitabile fioritura. Colui che sceglie l'Infinito è stato scelto dall'Infinito." Sri Aurobindo "La sintesi dello yoga"

Yoga sciamanico

Un viaggio dentro di sé alla scoperta della poesia che lega l’uomo alla natura.

Lo yoga sciamanico, come la pratica di ogni vero mistico, è un atto di preghiera, un gesto di celebrazione della vita, della bellezza e dell’importanza del mistero; è un atto d’amore dello sciamano verso la Grande Madre.
Oggi lo sciamano è colui che, attraverso la coscienza razionale, ritorna allo stato di comunione con l’intelligenza universale nella quale la coscienza di sé non si perde ma si completa. In questo stato lo sciamano comunica con gli spiriti della natura e con gli spiriti che popolano il suo universo interiore utilizzando un linguaggio emotivo.

Attraverso le tecniche di questo yoga percorriamo un viaggio nella natura (natura interiore e natura esteriore sono la medesima cosa) entrando nei chakra e le nadi, alla scoperta del segreto ultimo della natura: l’evoluzione, ovvero il processo che riconduce la Natura al Signore della Natura, la Madre al Padre, la coscienza separata o assopita alla coscienza universale e risvegliata.

Yoga tantrico

Questo yoga, anche chiamato lo yoga della potenza, permette di risvegliare la forza e la conoscenza innate per realizzarle nella vita. Alcune pratiche di questo yoga sono conosciute in India con il nome di Kundalini-yoga.

Secondo la visione tantrica la divinità della buddhità è onnipresente, ma la via più rapida per comprendere questa verità è scoprirla nel proprio insieme di corpo e mente (Garma C. C. Chang).
Come anche nella tradizione sciamanica animistica, la divinità è una con la natura del corpo. Riscoprire la divinità significa dunque essere uno con la Grande Madre, la Terra, che è anche oscurità, morte, dolore, limite e sofferenza. Il tantrico aspira ad essere uno con i limiti, con la Madre, senza speranza di riscatto e senza paura, ritrovando una percezione libera e autonoma dei limiti che si rivelano pura forza e conoscenza.

Lo yoga tantrico è dunque una stesura dei metodi atti a conquistare la libertà, e il corpo è lo strumento di questa liberazione.

Satipatthana (il sentiero della consapevolezza)

La via dei monaci buddhisti Theravada che conduce spontaneamente alla conoscenza profonda di sé e delle cose attraverso una presenza e una coscienza chiare ad ogni istante.

La meditazione Satipatthana, conosciuta anche con il nome sentiero della consapevolezza, proviene dal Buddhismo delle origini, ancora vivo nel sud-est asiatico sotto la forma di Buddhismo Theravada.
L’insegnamento del Buddha offre una grande varietà di metodi e di soggetti di meditazione, adeguati ai diversi bisogni, temperamenti e capacità individuali. Tutti questi metodi convergono però verso il sentiero della consapevolezza, che il maestro stesso chiama il Solo Sentiero.
Questo sentiero è considerato il metodo più semplice e più diretto, più profondo e più efficace per lo sviluppo della coscienza, applicabile ai compiti e ai problemi più quotidiani così come allo scopo più elevato: la liberazione dal desiderio, dalla brama, dall’odio e dall’ignoranza.

Questo antico insegnamento dell’attento sentire è praticabile oggi come 2500 anni fa. E’ praticabile nei paesi d’occidente come in quelli d’oriente; nel mezzo dell’agitazione della vita quotidiana così come nella calma della cella del monaco.

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